Silvia Magnaldi - Specialista in Radiologia - Blog di Medicina, Attualità e Sport

Alberto ha circa la mia età e ci conosciamo da diversi anni. Ci vediamo poco per motivi geografici, ma io gli voglio bene e lo stimo perché è un uomo equilibrato, che ama la vita ed ha un notevole senso dell’umorismo.
Da poco ho saputo che è ricoverato in Ospedale per una polmonite, penso da Covid-19, e allora ho cominciato a scrivergli dei messaggini, per stargli vicino come si può in queste circostanze. Mi ha risposto, e così ho saputo che, dopo 14 giorni, lo hanno trasferito in un altro Presidio, probabilmente in una terapia subintensiva.

Ho allora pensato di intervistarlo, e questo è il risultato della mia idea.

 

Ciao Alberto, come stai?

Sono al diciannovesimo giorno di malattia, vedo qualche piccolo miglioramento ma sono ancora sotto ossigeno in quanto la saturazione non è ottimale.

Come ti sei accorto di essere ammalato?

Ho avuto due giorni febbre attorno ai 37.5, per poi passare oltre i 38, fino quasi a 39. La temperatura era molto instabile durante l’arco della giornata. Dopo circa una settimana ho iniziato ad avere problemi respiratori e solo andare in un’altra stanza mi provocava affaticamento respiratorio.

Come pensi di esserti infettato?

Ho cercato di ripercorrere i giorni antecedenti, credo di aver contratto il virus a Bergamo, dove lavoro.

La tua famiglia sta bene?

Fortunatamente la mia famiglia gode di buona salute.

Che cosa ti ricordi dell’ingresso in Ospedale?

Un’amica medico che ha lavorato in pronto soccorso ha chiamato e mi ha accompagnato. Dopo il triage nel tendone esterno all’ospedale sono stato portato all’interno, mi è stata fatta una radiografia toracica ed è stato deciso il ricovero.

E della successiva degenza?

I primi giorni sono stati difficilissimi, tra la mancanza di respiro e gli effetti collaterali pesanti dei farmaci che mi hanno somministrato. La difficoltà inoltre oltre che fisica è stata psicologica. Ho visto morire un mio compagno di stanza, salvarne un altro per pochi secondi, diciamo un contesto veramente surreale.

Cosa ti manca di più della tua vita di ogni giorno?

Sicuramente la mia famiglia.

Cosa ti rimarrà più impresso?

Credo che questa esperienza non possa che rimanere indelebile, sicuramente i primi tre giorni di degenza saranno ricorrenti nella mia mente.

Come pensi che cambierà la tua vita, una volta tornato a casa?

Già precedenti esperienze di salute sia mia che dei miei cari hanno profondamente segnato il mio carattere, l’aggiunta di questa ancor di più insegna quanto sia importante la salute propria e della famiglia e che nel quotidiano è indispensabile definire in modo preciso priorità e valori. Bisogna vivere la vita in modo congruo e non da disperati per il lavoro, per lo sport o altre cose. Bisogna spesso fermarsi, godere i momenti con le persone care, arrabbiarsi per le cose importanti e non dar peso a chiacchiere e sciocchezze.

Mentre trascrivo la mia prima “intervista”, sono felice per Alberto sia come medico che come amica; fa parte del 10% delle persone che si ammalano in forma grave, tanto da richiedere assistenza respiratoria, ma sta guarendo e, nonostante tutto, conserva intatti equilibrio, pacatezza di giudizio e persino un blando ottimismo.

Contemporaneamente ascolto l’ultimo bollettino ufficiale sulla diffusione della pandemia da Covid-19 in Italia e le raccomandazioni sull’importanza delle misure di prevenzione e distanziamento sociale e penso che non c’è confronto tra questa pandemia e l’altra, da H1N1, che ho vissuto da operatore (a Vienna): di fronte a questa ci si sente molto più piccoli.

Mi sta molto a cuore pubblicare il minivideo che Alberto mi ha mandato quando la sua famiglia si è di nuovo riunita, a documentata guarigione.

1 commento

  1. Fabio

    Conosco Alberto da qualche anno, confermo l equlibrio che lo contradistingue e ancora una volta, dimostra la capacità e la razionalità di una persona estremamente bilanciata.
    Lui conosce me e sa che non sono come lui . Spero di diventarlo presto, diversamente finirò di essere come tanti, che non avranno piu il tempo di apprezzare…. Sei nel mio cuore Alby

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